Intervista a Bill Benjamin - Performing Under Pressure

Intervista a Bill Benjamin - Performing Under Pressure
Valeriya Strunina
November 7, 2019
Ultimo aggiornamento: November 7, 2019

Bill Benjamin è un esperto di formazione e performance presso l’Institute for Health and Human Potential, che ha appena lanciato sul mercato un libro best seller dal titolo Performing under pressure. Bill è un presentatore molto richiesto per argomenti come l’intelligenza emotiva e l’esibirsi sotto pressione (da cui prende nome il libro). Bill collabora con aziende molto importanti (tra cui Johnson & Johnson e Goldman Sachs, per citarne alcuni), atleti olimpici e non solo, e li aiuta a massimizzare il loro successo in situazioni di pressione.

1.     Perché l’intelligenza emotiva è un concetto importante per il business?

 

Ci sono diversi studi che dimostrano che il QI e le abilità tecniche sono competenze di soglia, competenze minime necessarie per essere efficaci ma che non distinguono gli elementi con performance superiore da quelli con performance media. Uno studio condotto dalla Harvard Business School ha dimostrato che l’intelligenza emotiva vale il doppio del QI e delle abilità tecniche nel determinare chi avrà successo nel lavoro e nella vita personale!


2.     Negli anni ’80, quando venne coniato il termine, i social network non esistevano. Una persona con un’elevata intelligenza emotiva è per natura brava nel relazionarsi con il prossimo tramite i social network o sono due cose distinte?


Una delle sfide più grandi con i social network, l’e-mail etc. è che non abbiamo segnali verbali e non verbali per valutare l’intenzione dell’altra persona. Quando qualcuno è sotto pressione e non riesce a gestire le proprie emozioni, il nostro cervello assorbe il peggio e reagisce di conseguenza. Sappiamo tutti quali sono le conseguenze. Quando qualcuno sa gestire le proprie emozioni, può pensare in maniera più chiara, entrare in sintonia con l’altra persona e misurare la propria risposta, concentrandosi più sul positivo o affrontando la negatività dell’altro con maggiore abilità.


3.     Approccio più pratico per le imprese: formare gli impiegati in modo da migliorare la loro intelligenza emotiva o assumere persone che possiedono già delle grandi capacità di intelligenza emotiva?

 

Entrambe le strategie sono importanti. Per la maggior parte delle aziende, tuttavia, non è plausibile rimpiazzare le persone che occupano una posizione di leadership in quanto hanno molte conoscenze e capacità di leadership positive. La maggior parte dei leader ha solo bisogno di imparare come reagire sotto pressione, e apprendere strategie per risultare più efficaci. È qui che la formazione diventa fondamentale: si possono acquisire le abilità per gestire le emozioni e svolgere attività sotto pressione.


4.     Esistono degli esercizi o tecniche che i leader possono svolgere per migliorare la propria intelligenza emotiva?

 

L’aspetto più importante dell’intelligenza emotiva è l’autoconsapevolezza di come influenziamo le persone che ci circondano. Il miglior modo per ottenere questa visione è fare una valutazione a 360 gradi dell’intelligenza emotiva dove si ricevono feedback in forma anonima o dalle persone di fiducia.

 

All’interno del libro (articolo in inglese), proponiamo 22 soluzioni che le persone possono usare per migliorare il loro rendimento sotto pressione. Ecco alcuni esempi:

•   Visualize yourself succeeding (Immagina di avere successo). Per abitudine, quando pensiamo a una qualsiasi cosa, ci concentriamo su ciò che potrebbe andare storto, e questo ci porta ad essere meno efficaci. È meglio invece ricordare le volte in cui abbiamo dato il nostro meglio. Dobbiamo cambiare il modo di vedere le cose.

•   Don't try to be better than your best (Non spingerti oltre il tuo massimo). Le persone credono di dover avere delle abilità sovrumane per riuscire a svolgere al meglio delle attività sotto pressione. Ma non è così: basta concentrarsi e dare il meglio di se stessi.

•   Reframe your thinking (Riformula il tuo pensiero). Per alcune persone una situazione di pressione è sinonimo di crisi. La naturale risposta del nostro corpo alla pressione è la mancanza di ossigeno a cervello e muscoli, rendendo difficile la concentrazione. Cambia il tuo modo di pensare, rifletti: come puoi trasformare una situazione per te stressante in un’opportunità di crescita personale? Così facendo avrai più ossigeno al cervello e la tua performance risulterà migliore.

•   Regulate your breathing (Regola il respiro). Questa tecnica sembra banale ma è tremendamente efficace. Devi semplicemente respirare.

5.     Quali sono le altre competenze su cui il management dovrebbe concentrarsi per essere attuale nei prossimi 10 anni?

 

Nei prossimi 10 anni verranno portate avanti le tendenze attuali, verrà studiato il modo in cui i nostri cervelli rispondono alla pressione e verranno sviluppate delle strategie basate sulla neuroscienza. Nel nostro curriculum formativo, l'intelligenza emotiva è fondamentale per una leadership efficace. Performing Under Pressure si focalizza, in modo particolare, sulle nostre risposte cognitive alla pressione mentre Three Conversations of Leadership si concentra su come affrontare, in modo abile, le conversazioni difficili ad alta pressione.


6.     Quali risorse, blog, libri e podcast puoi consigliare ai nostri lettori?

Ai lettori consiglio di dare uno sguardo ai seguenti siti: 

Performing Under Pressure Book by Hendrie Weisnger and J.P. Pawliw-Fry

What is Emotional Intelligence?

IHHP White Papers

IHHP Blogs

(articoli in inglese)

 

Grazie per l’intervista.

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